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sabato 22 aprile 2017

Alla scoperta dei parchi a cavallo. Al via la campagna di Legambiente e Turismo a cavallo




Torino, 20 aprile 2017                                                                                           Comunicato stampa

Scoprire bellezze, eccellenze e luoghi inediti viaggiando in armonia con la natura

 

In Piemonte a cavallo nell’alto Monferrato e alla scoperta della Val Vigezzo

 Scoprire le bellezze del nostro Paese, promuovere il turismo equestre come modello di turismo sostenibile e contribuire a rilanciare le economie locali. Questi gli obiettivi della campagna Parchi a cavallo che Legambiente e Turismo a cavallo lanciano a livello nazionale nel weekend del 21-23 aprile, in collaborazione con i centri ippici di 13 regioni italiane. Il contesto è quello delle aree protette, luoghi di grande valore naturalistico, patrimoni storici, artistici e culturali, tradizioni enogastronomiche consolidate, ma anche luoghi ideali per creare sviluppo e lavoro in settori strategici come la manutenzione del territorio, il turismo di qualità, la gestione del patrimonio culturale.

Tra gli obiettivi di Parchi a Cavallo la valorizzazione di tanti ambienti straordinari, la riscoperta delle culture e le tradizioni locali, legate alla qualità del territorio, la possibilità di vivere e assaporare la natura con tempi e ritmi diversi, scanditi dalle nostre esigenze e da quelle del cavallo, vero e proprio compagno di avventura.

In particolare, in Piemonte sono due le iniziative proposte: la prima alla scoperta dell’Alto Monferrato, promossa dal Centro Ippico Luigi Horse Trainer, durante la quale si potranno visitare due antiche costruzioni della zona, il castello di Montaldeo e la Torre dell’Albarola, ammirare il Parco della Cirimilla e degustare la cucina tipica piemontese, il tutto attraversando i famosi vigneti della zona. La seconda, promossa dall’associazione La Presacia nel territorio del Parco Nazionale della Valgrande, che offre la possibilità di scoprire il villaggio di Marone nella Val Vigezzo disabitato dai primi del ‘900. Il villaggio sta rinascendo, pietra dopo pietra, grazie ad un gruppo di appassionati locali che si sta occupando del restauro della chiesa e di alcune baite. Un luogo da un fascino antico, dove le pietre si sposano con il verde circostante, dove l’aria ancora racconta di un passato agreste e autentico.

“Il turismo equestre può rappresentare al meglio la nostra idea di vacanza intesa come esperienza di bellezza e condivisione, nonché la perfetta modalità per conoscere le aree protette -dichiara la direttrice di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta Francesca Gramegna-. Il patrimonio naturale e paesaggistico, la biodiversità, le tradizioni culturali, le eccellenze enogastronomiche che caratterizzano i nostri territori arricchiscono e completano un’attività sportiva e ludica già di per sé salutare e inclusiva. La nascita e lo sviluppo delle ippovie contribuisce inoltre all’affermarsi di un turismo nuovo, più sostenibile e in armonia con la natura”.

“Promuovere il turismo equestre vuol dire promuovere i territori, contribuire in maniera concreta al sostegno di numerose piccole attività, per lo più artigianali -aggiunge il responsabile di Turismo a cavallo Fabio Massimo Moreschini-. Vuol dire investire in un turismo responsabile che porta ricchezza, rispettando luoghi e ambiente. Il turismo equestre è riscoprire il cavallo nel suo aspetto più nobile, come fedele compagno di viaggio per l’uomo, alla scoperta di bellezze troppo spesso dimenticate”.

L’iniziativa, che ha ricevuto il patrocinio di Federparchi – Europarc Italia e di AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile), nasce nell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo, dichiarato dalle Nazioni Unite per “sensibilizzare il maggior numero di persone alla diffusione della consapevolezza del grande patrimonio delle varie culture”, un’opportunità unica per contribuire alla costruzione di una società e di un mondo migliore, sostenendo un modello di crescita rispettoso delle risorse culturali e ambientali, dei popoli e del lavoro.


Per contatti e informazioni:




Ufficio stampa Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta: 011.2215851 – 349.2572806
www.legambientepiemonte.it – www.facebook.com/legambientepiemontevalledaosta

#GIORNATA MONDIALE PER LA TERRA: COME NASCE E QUALE MESSAGGIO PORTA

Giornata Mondiale per la Terra

Giornata Mondiale per la Terra



L’Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo.
Le Nazioni Unite celebrano l’Earth Day ogni anno, un mese e due giorni dopo l'equinozio di primavera, il 22 aprile.
Nata il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Come movimento universitario, nel tempo, la Giornata della Terra è divenuta un avvenimento educativo ed informativo. I gruppi ecologisti lo utilizzano come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili. Si insiste in soluzioni che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo; queste soluzioni includono il riciclo dei materiali, la conservazione delle risorse naturali come il petrolio e i gas fossili, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come i boschi umidi e la protezione delle specie minacciate.
L'idea della creazione di una “Giornata per la Terra” fu discussa per la prima volta nel 1962. In quegli anni le proteste contro la guerra del Vietnam erano in aumento, ed al senatore Nelson venne l'idea di organizzare un “teach-in” sulle questioni ambientali. Nelson riuscì a coinvolgere anche noti esponenti del mondo politico come Robert Kennedy, che nel 1963 attraversò ben 11 Stati del Paese tenendo una serie di conferenze dedicate ai temi ambientali.
L'Earth Day prese definitivamente forma nel 1969 a seguito del disastro ambientale causato dalla fuoriuscita di petrolio dal pozzo della Union Oi al largo di Santa Barbara, in California, a seguito del quale il senatore Nelson decise fosse giunto il momento di portare le questioni ambientali all'attenzione dell'opinione pubblica e del mondo politico. “Tutte le persone, a prescindere dall'etnia, dal sesso, dal proprio reddito o provenienza geografica, hanno il diritto ad un ambiente sano, equilibrato e sostenibile”.
Il 22 aprile 1970, ispirandosi a questo principio, 20 milioni di cittadini americani si mobilitarono per una manifestazione a difesa della Terra. I gruppi che singolarmente avevano combattuto contro l'inquinamento da combustibili fossili, contro l'inquinamento delle fabbriche e delle centrali elettriche, i rifiuti tossici, i pesticidi, la progressiva desertificazione e l'estinzione della fauna selvatica, improvvisamente compresero di condividere valori comuni. Migliaia di college e università organizzarono proteste contro il degrado ambientale: da allora il 22 aprile prese il nome di Earth Day, la Giornata della Terra.
La copertura mediatica della prima Giornata Mondiale della Terra venne realizzata da Walter Cronkite della CBS News con un servizio intitolato "Giornata della Terra: una questione di sopravvivenza”. Fra i protagonisti della manifestazione anche alcuni grandi nomi dello spettacolo statunitense tra cui Pete Seeger, Paul Newman e Ali McGraw.
La Giornata della Terra diede una spinta determinante alle iniziative ambientali in tutto il mondo e contribuì a spianare la strada al Vertice delle Nazioni Unite del 1992 a Rio de Janeiro.
Nel corso degli anni l'organizzazione dell'Earth Day si dota di strumenti di comunicazione più potenti arrivando a celebrare il proprio ventesimo anno di fondazione con una storica scalata sul monte Everest in cui un team formato da alpinisti statunitensi, sovietici e cinesi, realizzò un collegamento mondiale via satellite. Al termine della spedizione tutta la squadra trasportò a valle oltre 2 tonnellate di rifiuti lasciati sul monte Everest da precedenti missioni.
Nel 2000, grazie alla diffusione di internet, lo spirito fondante dell'Earth Day ed in generale la celebrazione dell'evento vennero promosse a livello globale. L'evento che ne conseguì riuscì a coinvolgere oltre 5.000 gruppi ambientalisti al di fuori degli Stati Uniti, raggiungendo centinaia di milioni di persone, e molti noti personaggi dello spettacolo come l'attore Leonardo di Caprio.
Nel corso degli anni la partecipazione internazionale all'Earth Day è cresciuta superando oltre il miliardo di persone in tutto il mondo: è l'affermazione della “Green Generation”, che guarda ad un futuro libero dall'energia da combustibili fossili, in favore di fonti rinnovabili, alla responsabilizzazione individuale verso un consumo sostenibile, allo sviluppo di una green economy e a un sistema educativo ispirato alle tematiche ambientali.

L'Earth Day in Italia

La Terra è di tutti, soprattutto il 22 Aprile.
Earth Day Italia vuole creare una rete di persone, associazioni, realtà di ogni tipo con cui condividere l'obiettivo di promuovere la formazione di una nuova coscienza ambientale. Per questo qualsiasi idea, progetto, manifestazione da condividere insieme è più che ben accetto.
Segnalaci il tuo evento ed entra a far parte con la tua azione del più importante momento di celebrazione della nostra Terra.
Anche nel 2017 la Giornata Mondiale della Terra sarà celebrata con numerose iniziative in tutta la Penisola per sensibilizzare quante più persone possibile alla tutela del Pianeta!
 
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#SALVAILSUOLO: CI METTIAMO LA FACCIA



FIRMA LA PETIZIONE SU https://www.salvailsuolo.it/

COMUNICATO STAMPA: ULTIMO APPELLO PER DISCUTERE IN CONSIGLIO COMUNALE LA PROPOSTA POPOLARE DI DELIBERA SU SMARINO E TERZO VALICO

Clara e Buona, ultimo appello di Legambiente, Pro Natura e Comitato:  il  Consiglio Comunale non snobbi la proposta di deliberazione popolare  per fermare lo smarino del Terzo Valico. 

Neppure l’ultima seduta del Consiglio Comunale, convocata per il 26 aprile 2017, tratterà della proposta di deliberazione popolare ““Terzo Valico: completa trasparenza, e Stop all’utilizzo delle cave di Alessandria per lo smarino”, sottoscritta da 400 cittadini e sostenuta da una petizione firmata da altri 2000. Infatti l’ordine del giorno del Consiglio Comunale, pubblicato all’albo pretorio, non contempla questo provvedimento

Per Legambiente Ovadese, Legambiente Val Lemme, Pro Natura Alessandria e Comitato Alessandria No Amianto dal Terzo Valico, che -fin dallo scorso mese di gennaio- hanno presentato in Comune sia la proposta sia la petizione, è estremamente grave che il Consiglio Comunale ed il suo presidente non si siano assunti la responsabilità politica di portare in discussione entro la fine della legislatura questo importante provvedimento che tocca profondamente la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente. 
Eppure i tempi c’erano tutti.  

Così facendo non solo si scaricano tutti gli oneri su chi verrà dopo, ma si fanno perdere ai cittadini mesi importanti, mesi di nuovi conferimenti e sicuramente di nuovi problemi. 

Davvero la voce dei cittadini conta così poco? I fatti avvenuti presso il sito di Cascina Clara e Buona nel quale si deposita lo smarino del Terzo Valico, dall’alluvione dello scorso novembre, alle misurazioni Arpa delle fibre di amianto nell’acqua di falda, per finire pochi giorni fa col superamento del 100% dei limiti degli schiumogeni nel materiale depositato, hanno purtroppo confermato i timori dei cittadini e richiedono interventi efficaci per porre radicalmente fine alla situazione. 

Il fatto che il Consiglio Comunale non abbia, sinora, ritenuto prioritario trattare il testo proposto non dai partiti politici ma dalle necessità di semplici cittadini che vivono con drammaticità il problema, rappresenta per Legambiente, Pro Natura ed il Comitato una grave mancanza di sensibilità e democraticità. 

Non ci vengano a dire che non saprebbero come fare per impedire il conferimento del pericoloso smarino all’interno del territorio del comune di Alessandria: in tal caso, chiedano al governo di fermare l’opera che, come è sempre più evidente, oltre che inutile e costosa è anche pericolosa. 

Ci chiediamo quando e se mai questo Consiglio abbia discusso una qualche proposta di deliberazione popolare, trattando un’iniziativa partita dal basso. Per trattazione intendiamo il confronto e la discussione in Consiglio, che sono cosa ben diversa dalla sua approvazione, ma che permetterebbero ai cittadini di farsi un’idea chiara delle posizioni dei vari consiglieri e delle diverse forze politiche. 

Eppure il Presidente del Consiglio Comunale e i Capigruppo consiliari potrebbero ancora  inserire d’urgenza la proposta di deliberazione nell’ultimo consiglio.. Se il Consiglio Comunale (consiglieri di maggioranza e minoranza tutti compresi) snobberà la proposta di deliberazione popolare, ai cittadini non resterà che ricordarsene l’undici giugno quando andranno a votare. 

Alessandria, 21 aprile 2017 

Legambiente Val Lemme legambiente.vallemme@tiscali.it 
Legambiente Ovadese e Valle Stura info@ambienteal.it 
Alessandria No Amianto dal Terzo Valico Alnoamiantodalterzovalico@gmail.com 
Pro Natura Alessandria pronaturaal@alice.it 


#FUORIDALTUNNEL


#GIORNATA DELLA TERRA: PRESENTAZIONE DEL DOSSIER SUL #CONSUMODISUOLO "SUOLO MINACCIATO, ANCORA CEMENTO OLTRE LA CRISI"




Torino, 21 aprile 2017                                    Comunicato stampa

Sabato 22 aprile giornata internazionale di mobilitazione per dire stop al consumo di suolo

Giornata della Terra: Legambiente in piazza per la campagna europea #salvailsuolo

Terzo Valico, vista sul cantiere di Radimero – Comune di Arquata Scrivia




Per la Giornata della Terra Legambiente si mobilita in tutta Italia per incrementare le adesioni alla petizione popolare europea People4Soil. Sabato 22 aprile anche in dieci piazze del Piemonte e della Valle d’Aosta i volontari del cigno verde raccoglieranno le firme per chiedere all’Unione Europea di introdurre una legislazione specifica sul suolo, riconoscendolo e tutelandolo come patrimonio comune. Il traguardo da raggiugere è un milione di firme in tutta Europa entro il 12 settembre prossimo; 54 mila le firme necessarie per raggiungere il quorum in Italia.

“Una politica attiva a difesa del suolo è necessaria sia a livello locale che nazionale e internazionale. E’ paradossale che la risorsa più preziosa e scarsa sia anche la meno protetta -dichiara Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Per questo con la mobilitazione europea People4Soil vogliamo sollecitare un rapido intervento per sviluppare un quadro legislativo vincolante per gli Stati membri, che riconosca al suolo lo status di bene comune proprio come l'aria e l'acqua. Raggiungere questo obiettivo contribuirebbe, anche su scala locale, allo sviluppo di una politica di sicurezza e sviluppo economico: suoli sani e ricchi di sostanza organica consentono produzioni agricole di maggior qualità e più resistenti ai rischi climatici”.

In Piemonte e Valle d’Aosta i volontari di Legambiente saranno presenti in 10 piazze per promuovere la campagna. Durante la mattinata di sabato 22 aprile Legambiente Asti metterà a dimora 150 piantine presso l’ex poligono di tiro di Villanova d’Asti e in questa occasione raccoglierà le firme per la campagna. Il vicino circolo della Valtriversa sarà presente con lo stesso scopo alla passeggiata tra le colline della Val Versa e della Valmanera che si concluderà con una merenda nel giardino di via Madre Teresa di Calcutta ad Asti e con i laboratori organizzati presso la cooperativa agricola Bussola Verde di Valfenera. Nell’Alessandrino, in Val Lemme, il locale circolo di Legambiente organizza un dibattito sulle città a dimensione umana, sul cibo di qualità e le comunità sostenibili con gli interventi del naturalista Antonio Scatassi e alla naturopata Nevina Traverso; l’appuntamento è per le 16:30 all’ex Biblioteca di Piazza Carducci a Serravalle Scrivia. Banchetti di raccolta firme sono previsti nella mattinata di sabato anche a Torino in via Sestriere in occasione dell'iniziativa Lettori in Fabbrica e, al pomeriggio, alla polisportiva Campus di via Pietro Cossa. A Cuneo i volontari di Legambiente saranno presenti in corso Dante e, a Carmagnola (To), in piazza Sant’Agostino. Nel pomeriggio di sabato sono inoltre previste iniziative in via Palestro a Ivrea e nel centro di Settimo Torinese. La petizione #salvailsuolo si potrà infine firmare anche ad Aosta in via Aubert nel pomeriggio di sabato.

Per raccontare l’entità del consumo di suolo in Italia, Legambiente ha raccolto nel dossier Suolo minacciato, ancora cemento oltre la crisi, una serie di storie di “suolo consumato”. Alle storie fanno da cornice i dati dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. In Italia, l’urbanizzazione del territorio ha impermeabilizzato o compromesso, fino al 2015, circa 2,11 milioni di ettari: il 7% del territorio nazionale, pari a circa un sesto della superficie coltivata (SAU). Il dato pro capite, 346 mq/abitante, è in linea con la media degli altri paesi europei. Il tasso di crescita è leggermente al di sotto di 22.000 ettari all’anno (cioè 60 ettari al giorno). Negli ultimi due anni si è rilevato un rallentamento che, ove confermato dalle ulteriori e future rilevazioni, appare del tutto ascrivibile alle particolari condizioni di crisi congiunturale del settore delle costruzioni: è troppo presto per affermare che il dato riscontrato nel biennio 2014-2015 (35 ettari/giorno) corrisponda a un cambiamento strutturale. Per quanto riguarda la ripartizione territoriale, i territori maggiormente urbanizzati corrispondono al quadrante nord-ovest del Paese (8,6%).
Per il Piemonte il dito di Legambiente è puntato sull’impatto di grandi opere come il Terzo Valico dei Giovi, collegamento tra il porto di Genova e l'entroterra padano annoverato tra le opere strategiche per l'interesse nazionale, sulla base di previsioni di incremento del traffico portuale che negli anni sono state smentite nei fatti. La nuova linea si sviluppa complessivamente per 53 km e interessa 12 comuni delle province di Genova e Alessandria. L'estensione dell'ingente porzione di suolo occupata dal Terzo Valico è difficilmente quantificabile. All'area del tracciato bisogna infatti aggiungere quella delle gallerie di servizio, dei cantieri e campi base a ridosso dei centri abitati, degli allargamenti delle strade e dei bypass e ponti costruiti ex-novo per agevolare il passaggio dei camion e quella dei siti in cui verrà stoccato lo smarino estratto per far spazio ai tunnel. A seguito di una lunga serie di espropri, queste zone collinari e pianeggianti, una volta ricoperte da orti, giardini, boschi, rigogliosi prati verdi e cascine sono state deforestate e sottratte alla società, per un progetto dalla discutibile utilità. Ma sono tante le vicende di autostrade, ville e insediamenti e centri commerciali raccontate nel dossier di Legambiente. Né mancano le storie di chi dice “no”, storie di suoli salvati come quelle, per esempio, del Comune di Rivalta di Torino. Dopo Lauriano Po, il comune della collina torinese la cui sindaca Matilde Casa si è meritata il titolo di ‘ambientalista dell’anno’, è la volta del comune di circa 20.000 abitanti della conurbazione del capoluogo piemontese, per dire stop al cemento. Qui è stata avviata nel marzo 2015 una variante urbanistica finalizzata a contenere il consumo di suolo che si sarebbe determinato attuando il piano regolatore approvato nel 2011. La variante urbanistica si è concentrata sulla parte di territorio comunale, in sponda destra del Torrente Sangone, affluente del Po, che presenta ancora ampie zone libere e coltivate, costellata da cascine anche di origine storica ed in cui si irradia un’articolata rete di canali irrigui.
 
La petizione People4Soil può essere firmata anche online su www.salvailsuolo.it
 

Ufficio stampa Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta: 011.2215851 – 349.2572806
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