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sabato 25 marzo 2017

IL TERZO VALICO: DALLE FRAGOLINE DI TORTONA AI MONITOR 2.0

Riceviamo,  condividiamo e volentieri diffondiamo un contributo di Antonello Brunetti
AGGIORNAMENTI SUL TERZO VALICO dedicati alla signora Romano
Il commissario di governo del Terzo valico, Iolanda Romano, ha deciso di far collocare 17 monitor  per una “campagna di informazione” :
“Obiettivo principale della campagna - spiega Iolanda Romano - è fare chiarezza su temi di attenzione per l’opera e dare risposta a domande, dubbi e preoccupazioni dei cittadini”.
Meno male, sono 26 anni che aspettiamo queste informazioni e personalmente avremmo da farle, per non eccedere, qualche domandina:
-    Perché non avete mai voluto discutere con chi era in disaccordo e prospettava una opzione zero o soluzioni alternative incentrate sul trasporto pendolari che abbisogna di tratte brevi, puntuali ed efficienti?
-     Perché non avete mai presentato una seria valutazione di comparazione fra i benefici (pressoché inesistenti) e i costi (elevatissimi e tutti a carico dei contribuenti): il tutto con un introito non superiore del 10% su quanto si intende sperperare?
-      Perché non rinunciate a un’opera che sta facendo sfracelli ambientali (basti guardare a Pozzolo, Novi, Gavi, Arquata, Serravalle, Val Lemme e poi verso Genova)? In fondo ben tre progetti dal 1992 al 2000 erano stati respinti dagli organismi giudicanti e si era dovuto far ricorso a una delle più squallide leggi berlusconiane, firmate da Lunardi, quella Obiettivo per bloccare qualsiasi opposizione.
-     Mai un filo di schiettezza per ammettere quante baggianate ci avete raccontato per motivare l’opera. Le ricordate? 50.000 viaggiatori al giorno fra Genova e Milano in 45 minuti; 5 milioni di container verso nord per collegarsi con l’inesistente Lisbona – Kiev (la storia di Rotterdam è più recente). Qualcuno addirittura sostenne, tutto serio, che il Tortonese avrebbe avuto un immenso rilancio con il trasporto ultrarapido delle fragoline di Tortona a Monaco (e poi consentì la cementificazione delle aree agricole e ora addirittura l’abbattimento del mercato delle fragole).
-     Quando la vedo in foto, cara signora Iolanda, provo istintiva simpatia per un volto grazioso e pulito, e quindi mi preoccupo per Lei: ha notato in che brutta compagnia si è messa?Quasi tutti i maggiori sostenitori del Terzo Valico hanno avuto condanne o sono implicati in vicende giudiziarie. Le cito, fra tanti, Necci, Battaglia, Cimoli, Luigi Grillo, Scajola, Incalza, Berneschi il capo di Carige, ecc. ecc.
-      Come può venirci a dire di aver fiducia, quando il direttore dei lavori, l’ing De Michelis che sta parlando ai giudici, afferma che mai ha visto alcun controllo da parte delle ferrovie dello Stato. Ci è sempre stato detto che “il problema amianto è inesistente” (2014 Walter Lupi) e in contemporanea le intercettazioni telefoniche rivelano che sapevano della presenza, lungo il percorso, di pietra verde nell’ordine di 4 milioni di metri cubi, fatto che si buttavano alle spalle con frasi agghiaccianti quali “Non preoccupatevi se c’è amianto? Tanto la malattia (fra gli operai e la popolazione) arriva tra trent’anni”.
-     Mi auguro che Lei capisca le nostre preoccupazioni e il nostro stato d’animo vedendo il territorio che amiamo e in cui viviamo brutalizzato per un’opera totalmente inutile. Ad altri evidentemente questo non interessa, tipo molti sindaci che dondolano la testa in avanti come l‘orso Yoghi, i sindacati che non sanno neppure fare gli interessi degli operai e vengono derisi dai dirigenti delle ditte, i banchieri, i “consulenti”, i politicanti di prima, seconda e terza categoria (stranamente ammutolitisi in questi ultimi tempi). Ha notato che alle riunioni che Lei convoca ci sono solo questi personaggi? Manca la gente comune che è pronta a battersi per i propri figli e nipoti - non per carpire favoritismi o cariche pubbliche o denaro - bensì, con forte senso civico, sostenere finalità ideali e realmente progressive.
Cara signora Iolanda, mi scusi per il tono confidenziale ma io non ho alcun pregiudizio nei suoi confronti, Lei è certamente a conoscenza della retata del 26 ottobre dell’anno scorso e soprattutto delle ultime novità che stanno emergendo dalle inchieste di Roma e di Genova sulla questione del Terzo Valico.E pare che quelle più sostanziose debbano essere ancora esplicitate. Il Secolo XIX e  La Stampa, e poi tutti gli altri giornali, hanno scritto che ad essere messo sotto accusa sarebbe il Consorzio tutto in base a una specifica legge sulla responsabilità amministrativa e non più solo i suoi uomini arrestati nell’ultima operazione. Potrei citare alcuni titoli apparsi sui giornali nazionali relativi a turbative d’asta, traffico di rifiuti all’amianto e altri reati, ma mi limito a sintetizzarli con il titolo de “La Stampa”:
“Il Cociv è una società corrotta”firmato da Matteo Indice e basato sulle rivelazioni che il pentito De Michelis starebbe facendo ai P.M. di Roma e di Genova Paola Calleri e Francesco Cardona Albini.
Due giorni fa Pietro Salini, amministratore delegato del colosso Impregilo, è stato iscritto al registro degli indagati con l’accusa di essere il mandante di quattro appalti truccati per la realizzazione del Terzo valico ferroviario Genova-Milano, e gli hanno notificato un avviso di garanzia per turbativa d’asta.
Le quattro commesse riguardano gli scavi a Cravasco in provincia di Genova e poi a Libarna, in Vallemme e a Pozzolo Formigaro in provincia di Alessandria”.
Le chiedo con umiltà, se fa un riesame di tutto il marciume che è venuto fuori in 25 anni, come possa trattarci da sprovveduti chiedendoci di metterci in fila dietro un monitor? Lei lo propone con gentilezza; eravamo abituati un tempo all’arroganza e al disprezzo. Sappiamo benissimo cosa è stato fatto e si vorrebbe fare contro i nostri territori. Smettiamola con le prese in giro e chiudiamo baracca e burattini, fuori dai piedi anche i burattinai e occupiamoci di ciò che serve veramente per le nostre comunità e per un trasporto che nulla abbia a che fare con il cosiddetto Terzo Valico.
Lei perderà questo lavoro di commissario, ma avrà una grande soddisfazione: quella di essere dalla parte delle persone che difendono la propria terra da chi la devasta.
Infine due utili citazioni risalenti alla fase iniziale del TAV Mi-Ge:
-  Dichiarazioni ufficiali dell’Amministratore straordinario Lorenzo Necci, riportate su “Il sole-24 ore” del 11/5/1991 e mai smentite:
“Dopo l’ok del ministro dei trasporti che ha autorizzato l’Ente FS a perfezionare le strutture organizzative del sistema A.V., circa l’eventuale concessione al consorzio privato Co.C.I.V. (Collegamenti Integrati Veloci) della linea veloce MI-GE, Necci non nega che la Milano-Genova sia stata una carta di scambio per avere il via sulla TAV; aggiunge inoltre che le FS non hanno alcun dato reale che conforti la fattibilità della linea”.
-     Dalla Premessa alle Osservazioni al progetto TAV Milano-Genova, presentate dal Comitato interregionale “NO al Supertreno”- 1994: “La questione della linea Milano-Genova presenta peculiarità interessanti, tali da far ritenere che il luogo più indicato in cui dibattere della possibilità di realizzarla debba essereg l’aula di un Tribunale e non le sedi di governo”.



venerdì 24 marzo 2017


AGGIORNAMENTI SUL TERZO VALICO

dedicati alla signora Romano




Il commissario di governo del Terzo valico, Iolanda Romano, ha deciso di far collocare 17 monitor  per una “campagna di informazione” “Obiettivo principale della campagna - spiega Iolanda Romano - è fare chiarezza su temi di attenzione per l’opera e dare risposta a domande, dubbi e preoccupazioni dei cittadini”.

Meno male, sono 26 anni che aspettiamo queste informazioni e personalmente avremmo da farle, per non eccedere, qualche domandina:

-    Perché non avete mai voluto discutere con chi era in disaccordo e prospettava una opzione zero o soluzioni alternative incentrate sul trasporto pendolari che abbisogna di tratte brevi, puntuali ed efficienti?

-     Perché non avete mai presentato una seria valutazione di comparazione fra i benefici (pressoché inesistenti) e i costi (elevatissimi e tutti a carico dei contribuenti): il tutto con un introito non superiore del 10% su quanto si intende sperperare?

-      Perché non rinunciate a un’opera che sta facendo sfracelli ambientali (basti guardare a Pozzolo, Novi, Gavi, Arquata, Serravalle, Val Lemme e poi verso Genova)? In fondo ben tre progetti dal 1992 al 2000 erano stati respinti dagli organismi giudicanti e si era dovuto far ricorso a una delle più squallide leggi berlusconiane, firmate da Lunardi, quella Obiettivo per bloccare qualsiasi opposizione.

-     Mai un filo di schiettezza per ammettere quante baggianate ci avete raccontato per motivare l’opera. Le ricordate? 50.000 viaggiatori al giorno fra Genova e Milano in 45 minuti; 5 milioni di container verso nord per collegarsi con l’inesistente Lisbona – Kiev (la storia di Rotterdam è più recente). Qualcuno addirittura sostenne, tutto serio, che il Tortonese avrebbe avuto un immenso rilancio con il trasporto ultrarapido delle fragoline di Tortona a Monaco (e poi consentì la cementificazione delle aree agricole e ora addirittura l’abbattimento del mercato delle fragole).

-     Quando la vedo in foto, cara signora Jolanda, provo istintiva simpatia per un volto grazioso e pulito, e quindi mi preoccupo per Lei: ha notato in che brutta compagnia si è messa?

Quasi tutti i maggiori sostenitori del Terzo Valico hanno avuto condanne o sono implicati in vicende giudiziarie. Le cito, fra tanti, Necci, Battaglia, Cimoli, Luigi Grillo, Scajola, Incalza, Berneschi il capo di Carige, ecc. ecc.

-      Come può venirci a dire di aver fiducia, quando il direttore dei lavori, l’ing De Michelis che sta parlando ai giudici, afferma che mai ha visto alcun controllo da parte delle ferrovie dello Stato. Ci è sempre stato detto che “il problema amianto è inesistente” (2014 Walter Lupi) e in contemporanea le intercettazioni telefoniche rivelano che sapevano della presenza, lungo il percorso, di pietra verde nell’ordine di 4 milioni di metri cubi, fatto che si buttavano alle spalle con frasi agghiaccianti quali “Non preoccupatevi se c’è amianto? Tanto la malattia (fra gli operai e la popolazione) arriva tra trent’anni”.

-     Mi auguro che Lei capisca le nostre preoccupazioni e il nostro stato d’animo vedendo il territorio che amiamo e in cui viviamo brutalizzato per un’opera totalmente inutile. Ad altri evidentemente questo non interessa, tipo molti sindaci che dondolano la testa in avanti come l‘orso Yoghi, i sindacati che non sanno neppure fare gli interessi degli operai e vengono derisi dai dirigenti delle ditte, i banchieri, i “consulenti”, i politicanti di prima, seconda e terza categoria (stranamente ammutolitisi in questi ultimi tempi). Ha notato che alle riunioni che Lei convoca ci sono solo questi personaggi? Manca la gente comune che è pronta a battersi per i propri figli e nipoti - non per carpire favoritismi o cariche pubbliche o denaro - bensì, con forte senso civico, sostenere finalità ideali e realmente progressive.

Cara signora Jolanda,

mi scusi per il tono confidenziale ma io non ho alcun pregiudizio nei suoi confronti,

Lei è certamente a conoscenza della retata del 26 ottobre dell’anno scorso e soprattutto delle ultime novità che stanno emergendo dalle inchieste di Roma e di Genova sulla questione del Terzo Valico.

E pare che quelle più sostanziose debbano essere ancora esplicitate. Il Secolo XIX e  La Stampa, e poi tutti gli altri giornali, hanno scritto che ad essere messo sotto accusa sarebbe il Consorzio tutto in base a una specifica legge sulla responsabilità amministrativa e non più solo i suoi uomini arrestati nell’ultima operazione.

Potrei citare alcuni titoli apparsi sui giornali nazionali relativi a turbative d’asta, traffico di rifiuti all’amianto e altri reati, ma mi limito a sintetizzarli con il titolo de “La Stampa”,

“Il Cociv è una società corrotta”

firmato da Matteo Indice e basato sulle rivelazioni che il pentito De Michelis starebbe facendo ai P.M. di Roma e di Genova Paola Calleri e Francesco Cardona Albini.

Due giorni fa Pietro Salini amministratore delegato del colosso Impregilo “è stato iscritto al registro degli indagati con l’accusa di essere il mandante di quattro appalti truccati per la realizzazione del Terzo valico ferroviario Genova-Milano, e gli hanno notificato un avviso di garanzia per turbativa d’asta. Le quattro commesse riguardano gli scavi a Cravasco in provincia di Genova e poi a Libarna, in Vallemme e a Pozzolo Formigaro in provincia di Alessandria”.

Le chiedo con umiltà, se fa un riesame di tutto il marciume che è venuto fuori in 25 anni, come possa trattarci da sprovveduti chiedendoci di metterci in fila dietro un monitor?

Lei lo propone con gentilezza; eravamo abituati un tempo all’arroganza e al disprezzo. Sappiamo benissimo cosa è stato fatto e si vorrebbe fare contro i nostri territori. Smettiamola con le prese in giro e chiudiamo baracca e burattini, fuori dai piedi anche i burattinai e occupiamoci di ciò che serve veramente per le nostre comunità e per un trasporto che nulla abbia a che fare con il cosiddetto Terzo Valico.

Lei perderà questo lavoro di commissario, ma avrà una grande soddisfazione: quella di essere dalla parte delle persone che difendono la propria terra da chi la devasta.

Infine due utili citazioni risalenti alla fase iniziale del TAV Mi-Ge.

-    Dichiarazioni ufficiali dell’Amministratore straordinario Lorenzo Necci, riportate su “Il sole-24 ore” del 11/5/1991 e mai smentite: “Dopo l’ok del ministro dei trasporti che ha autorizzato l’Ente FS a perfezionare le strutture organizzative del sistema A.V., circa l’eventuale concessione al consorzio privato Co.C.I.V. (Collegamenti Integrati Veloci) della linea veloce MI-GE, Necci non nega che la Milano-Genova sia stata una carta di scambio per avere il via sulla TAV; aggiunge inoltre che le FS non hanno alcun dato reale che conforti la fattibilità della linea”.

-     Dalla Premessa alle Osservazioni al progetto TAV Milano-Genova, presentate dal Comitato interregionale “NO al Supertreno”- 1994

“La questione della linea Milano-Genova presenta peculiarità interessanti, tali da far ritenere che il luogo più indicato in cui dibattere della possibilità di realizzarla debba essere l’aula di un Tribunale e non le sedi di governo”.

Antonello Brunetti


venerdì 17 marzo 2017

AMIANTO AL CANTIERE DEL TERZO VALICO DI CRAVASCO: COMUNICATO STAMPA DI L'ALTRA CAMPOMORONE E FEDERAZIONE DI SINISTRA

Riceviamo, concordiamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa relativo agli sviluppi delle indagini in corso sullo smaltimento dello smarino contenente amianto, rilevato nel cantiere di Cravasco nel corso del 2015.
Il Terzo Valico è un’opera da 6,2 miliardi di euro. Il giro di soldi attraverso il progetto è considerevole ed in negativo. L’amianto ed il suo smaltimento come rifiuto speciale è uno degli elementi che fa aumentare i costi e le tangenti che ne fanno parte diventano un pericolo per la salute e per il territorio”
“Dopo il ritrovamento di amianto nelle rocce da scavo nei cantieri, dopo le inchieste che hanno toccato i vertici del consorzio Co.Civ, ancora una volta ci troviamo davanti ad un’altra sconcertante notizia che indirizza le indagini verso una delle cave più grandi della Liguria: Cava Castellaro a Cravasco nel Comune di Campomorone. Migliaia di tonnellate di rocce da scavo, ricche di fibre di amianto estratte dalla Galleria di servizio del Terzo valico di Cravasco, invece di essere smaltite in discariche speciali con costi elevati, sarebbero ora sul mercato come detrito da costruzione”.
“Condanniamo queste logiche devastanti, l’amianto è una delle ragioni per cui continuiamo a manifestare contro un’opera inutile, insensata, pericolosa e ribadiamo la nostra posizione a favore del diritto fondamentale della salute e del territorio e della giustizia. Ci rivolgiamo nuovamente a tutti gli Enti coinvolti per chiedere l’immediato blocco dei lavori”.

Valentina Armirotti, capogruppo L’Altra Campomorone

Antonio Bruno, capogruppo Federazione della Sinistra Comune di Genova

Davide Ghiglione, capogruppo Federazione della Sinistra V Municipio Valpolcevera.

IL TERZO VALICO E L'ASSENZA DI CONTROLLI: L'AMIANTO DOVE È FINITO?

Purtroppo ancora una volta la cronaca ci ricorda la pericolosità e l'assurdità del Sistema Grandi opere.

L'Ingegner De Michelis, arrestato nel mese di ottobre 2016 a sguito delle indagini sul Terzo Valico e altre infrastrutture in corso di realizzazione conferma che I CONTROLLI NON CI SONO:

" In sintesi, lo Stato delega tutto a un consorzio di imprese private, che gestiscono direttamente i soldi pubblici: in cambio, dovrebbero assumersi tutti i rischi, tecnici e finanziari, e consegnare l’opera finita, “chiavi in mano”, al prezzo prefissato. «In realtà non c’è mai un progetto chiavi in mano», sostiene De Michelis. «La legge prevede un’alta sorveglianza sui general contractor, che spetta all’Anas per le autostrade e all’Italferr-Rfi per la Tav, che dovrebbero controllare e approvare tutte le varianti che aumentano i costi. Ma tutta l’alta sorveglianza è finta. Per le mie opere Italferr non ha mai controllato niente"....

Da l'Espresso del 12 marzo 2016 

Perché le grandi opere costano sempre molti miliardi in più del dovuto? Come mai in Italia sono così frequenti crolli di viadotti, cedimenti di gallerie e altri disastri? Perché la Tav e gli altri mega-appalti ferroviari e autostradali sono al centro di continue retate per corruzione? A rispondere a queste domande, per la prima volta, è un super-tecnico interno al sistema: un ingegnere che per più di vent’anni ha occupato una posizione strategica nella mappa delle infrastrutture nazionali. Il primo pentito delle grandi opere.

Giampiero De Michelis, nato in Abruzzo 54 anni fa, ha guidato i lavori dell’Alta velocità, i cantieri infiniti dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria e molti altri appalti, sempre con ruoli cruciali di “direttore dei lavori”: il primo e decisivo controllore pubblico delle imprese private. In ottobre è finito nel carcere di Regina Coeli con la retata (31 arresti) che ha coinvolto anche manager di colossi come Salini-Impregilo e Condotte. In novembre De Michelis ha cominciato a vuotare il sacco con i magistrati di Roma e Genova. Il suo è un racconto nero, che svela intrecci spericolati e dagli anni Novanta arriva ai nostri giorni, coinvolgendo ministri, grandi imprenditori, progettisti eccellenti, figli di politici e burocrati, funzionari di altissimo livello dello Stato


LEGGI TUTTO

Da Giornale7 del 17 marzo

4 milioni di metri cubi. Nelle intercettazioni registrate durante le indagini delle Procure di Roma e Genova sul Terzo valico salta fuori questa cifra: c’è chi l’ha riferita alla presunta quantità di amianto che, secondo i dirigenti del Cociv intercettati, il Cociv si ritroverebbe a gestire con la realizzazione della nuova linea ferroviaria. Una quantità mostruosa, dai costi elevatissimi non solo dal punto di vista ambientale e della salute della popolazione ma, soprattutto per il Cociv, per i costi enormi dello smaltimento nelle discariche autorizzate, situate soprattutto in Germania.
E da quello che emerge dai verbali degli interrogatori di Giampiero De Michelis, l’ex direttore dei lavori del Cociv arrestato a ottobre che ora ha deciso di vuotare il sacco, verbali resi noti da l’Espresso (con conseguente smentita del gruppo Fs), si deduce che il consorzio non abbia fatto proprio tutto in regola (per usare un eufemismo) allo scopo evidente di risparmiare qualcosa, visto che il già elevatissimo budget totale dell’opera, 6,2 miliardi, non consente altre spese ulteriori, neppure per l’amianto.

DAI CIRCOLI LEGAMBIENTE DI ASTI: INCONTRO DI STUDIO SULLE POTATURE E SULLA GESTIONE DEFLI ALBERI ORNAMENTALI - VILLAFRANCA D'ASTI 17 MARZO ORE 21


“Un albero messo a dimora e coltivato in modo corretto e che non presenti difetti od alterazioni di varia natura non necessita, di norma, di potatura.” – dal “Regolamento del verde pubblico e privato della citta' di Torino”.

Purtroppo quanto vediamo nelle nostre città e campagne non riflette la giusta considerazione del Regolamento di Torino. “Quante volte abbiamo visto alberi capitozzati e ci siamo chiesti se si tratti di una buona tecnica oppure no; quante volte vediamo betulle seccare dopo la potatura, pini sanissimi morire dopo essere stati cimati” afferma Angelo Porta, Presidente del Circolo Legambiente Valtriversa di Villafranca d’Asti.

Per correggere queste pratiche scorrette e pericolose, proponendo invece esempi corretti di potatura, il Circolo Legambiente Valtriversa ed il Circolo Gaia Legambiente di Asti, in collaborazione con l’Osservatorio del Paesaggio per il Monferrato e l’astigiano, con il patrocinio dell’Ordine dei Dottori agronomi e forestali del Piemonte, organizza per venerdì 17 marzo 2017 – con inizio alle ore 21 - a Villafranca d’Asti, presso la sala “Renato Bordone”, un momento di studio sulla potatura e gestione degli alberi ornamentali.
Interverranno il Prof. Marco Devecchi, docente di «Parchi e Giardini» del Corso di Laurea in “Scienze e Tecnologie agrarie” e Coordinatore per l’Università di Torino del Corso di Laurea Magistrale interateneo In “Progettazione delle aree verdi e del paesaggio” e il Dott. Massimo Tirone, Presidente dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali della Provincia di Torino, nonche’ consulente del Tribunale.
L’obiettivo della serata è illustrare le regole generali da seguire, i principali errori da evitare nella potatura degli alberi ornamentali e le responsabilità degli Amministratori; verrà in particolare illustrato il caso-scuola dell’alberata storica presente sulla ex statale 10 (Padana Inferiore) nel tratto in provincia di Asti.
La serata è aperta a chiunque interessato al tema: sindaci, assessori, professionisti, cittadini; verrà assicurato ampio spazio alle domande del pubblico presente in sala.

La partecipazione al convegno dà diritto al riconoscimento di nr. 0,25 CFP SDAF15 per la categoria dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali/Rif Reg.CONAF 3/2013

Tra le numerose voci che si sono fatte sentire negli ultimi anni sul tema, riportiamo quanto scriveva Tiziano Fratus su La stampa del 10 aprile 2015: “Sempre più spesso ci troviamo di fronte a filari capitozzati, alberate spennate e scheletriche come le gambe dei quadrupedi de La tentazione di Sant’Antonio di Salvador Dalì. Fughe prospettiche fatte di segmenti spinti verso il cielo, un cielo che piange – e per fortuna non capiamo quanto – per l’ennesimo scempio alimentato da un mercato dove tanti soggetti si combattono a forza di ribassi, sconti e spesso incoscienza. Gli alberi non vanno potati ogni due o tre anni. Gli alberi vanno sempre alleggeriti laddove è strettamente necessario, si rimuove il secco laddove si è andato a raccogliere, ma non c’è affatto bisogno di “spelare vivi “ questi nostri compagni di convivenza. Non sono alberi da frutto. Si capitozzano, si spolpano le chiome, si predano come a voler dire agli assessori quanto lavoro sia stato fatto. La potatura severa o esagerata accelera i ritmi di crescita degli alberi che tentano di recuperare, creando chioma fragile in poco tempo, fatto che alimenta a sua volta nuove e ravvicinate potature.”

GLI INGANNI DELLA FINANZA E IL RUOLO DELLA COSTITUZIONE NELLA DIFESA DEL BENE PUBBLICO


Ieri, giovedì 16 marzo, il Professor Paolo Maddalena è stato ospite del nostro Circolo, in collaborazione con il nuovo Circolo Ilva di Novi Ligure, per la presentazione del libro Gli inganni della finanza

L'organizzazione della serata rientra nell'ambito delle manifestazioni che il nostro circolo porterà avanti per la  promozione delle due raccolte di firme di iniziativa popolare  #Salvailsuolo#StopGlifosato, che si rivolgono al legislatore europeo affinché vengano adottate due Direttive per tutto il territorio dell'unione che introducano, rispettivamente, il riconoscimento del suolo come Bene comune essenziale e il divieto di utilizzo di uno dei pesticidi più diffusi al mondo e classificato dallo IARC tra le sostanze "probabilmente cancerogene" nel 2016. Perché riteniamo doveroso riprenderci l'Europa dei popoli e sottrarla alle lobby di potere che hanno svuotato di ogni significato il progetto europeo. 

Abbiamo invitato il Professor Maddalena, già docente di Diritto romano, giudice della Corte Costituzionale e studioso di Diritto dell'Ambiente, proprio perché ritenevamo necessario fare il punto in merito allo stato di salute della nostra Costituzione, del Bene comune e dei diritti fondamentali di noi cittadini, alla luce delle nuove dinamiche economiche e finanziarie che caratterizzano questo momento storico.

Sentivamo la necessità di acquisire nuovi e più efficaci strumenti che ci permettessero di interpretare, di decodificare la realtà che ci circonda e le scelte politiche attuate da trent'anni a questa parte e che grande ripercussione hanno nella vita della nostra comunità di cittadini.

Scelte che sovente ci lasciano interdetti, sbigottiti e impotenti perché le riteniamo un'aggressione all'Ambiente e quindi alla Salute, alla qualità di vita e di lavoro e alle libertà individuali. Spesso tali politiche  si materializzano come decisioni dal destino ineluttabile, calate sul territorio dall'alto, senza alcun  confronto con chi sul territorio vive e opera, senza alcuna possibilità di scelta e di alternative sostenibili. 

Poiché tali decisioni vengono imposte con l'accompagnamento delle formule liturgiche Portano lavoro (ma domandiamoci di quale tipo e come e se venga remunerato), È l'Europa che ce lo chiede, Sono i mercati finanziari che ci impongono queste riforme ecc. , abbiamo voluto chiedere al Professor Maddalena un aiuto per capire, per comprendere se vi è ancora una speranza e un'alternativa per uscire #FUORIDALTUNNEL

Ringraziamo di cuore il Professor Maddalena, per la sua gentilezza, disponibilità, chiarezza e caparbietà nello svolgimento del suo compito di divulgatore di informazioni e riflessioni, spesso taciute o deformate dai mezzi di comunicazione di massa. E ringraziamo di cuore anche Teresa Tacchella per la sua gentile disponibilità a condurre il dibattito e il Nuovo Circolo Ilva, nella persona del Vice Presidente Beppe Bisio e il personale tutto per l'accoglienza nei loro locali. Per dovere di cronaca, ci spiace aver dovuto constatare il mancato interesse per questi temi che riguardano da vicino il Bene comune e noi cittadini, da parte degli amministratori pubblici: a parte il Sindaco di Tassarolo Paolo Castellano e i consiglieri del Movimento 5 stelle di Novi Ligure Lucia Zippo e Fabrizio Gallo, e ringraziamo tutti per la sensibilità dimostrata, nessun altro rappresentante delle nostre comunità era presente all'incontro.

Qui di seguito alcuni contributi.

Video:
https://www.facebook.com/events/422127044793940/permalink/422591028080875/


«Il dominio incontrastato del pensiero neoliberista e mercantilista, la diffusissima idea che tutto si riduca a denaro, il declino inarrestabile del livello culturale dei cittadini, l’indifferenza della gente, gli effetti devastanti della disoccupazione, della distruzione delle risorse naturali, della recessione e della sempre peggiore qualità della vita, mi hanno indotto a ritenere necessaria una ricostruzione, il più possibile aderente alla realtà, del sistema economico-finanziario nel quale viviamo, cercando di capire le sue origini, le cause del suo dispiegarsi in maniera tanto generalizzata, le ragioni per le quali si è radicato nell’immaginario collettivo come un dato ineluttabile e immutabile, e i suoi effetti, tanto favorevoli per pochi e tanto dannosi per molti».

" ... E devo dire subito che questa mia fatica si è soffermata principalmente su due concetti fondamentali, la globalizzazione e le privatizzazioni, le quali sono state propalate in modo deformato nell'immaginario collettivo, facendo confondere la globalizzazione dei mercati con una impossibile globalizzazione dei popoli, e facendo ritenere la privatizzazione dei beni pubblici come uno strumento indispensabile per uscire dalla crisi.
Due grandi menzogne, come si vedrà.
Entrambi gli strumenti servono per farci "svendere" il territorio e per fare in modo che la grande finanza crei uno "spazio libero" per i suoi commerci eliminando la nostra comunità politica, o Stato che dir si voglia, e spingendoci in un nuovo mondo nel quale pochi ricchi dominano su una fascia sterminata di poveri, mentre noi siamo privati dei due fattori produttivi che, soli, potrebbero farci uscire dalla crisi: le risorse della Terra e il lavoro dell'uomo.
Spero di non aver lavorato invano e che la mia fatica sia riuscita, quanto meno, a mettere in evidenza che il pensiero neoliberista non è più l'unico pensiero dominante e che si oppone ad esso un vero e proprio "pensiero critico alternativo", che vuole salvare i popoli da un autoritarismo senza precedenti e da una recessione senza fine."




L'AUTORE
Paolo Maddalena
Paolo Maddalena è nato a Napoli nel 1936. Dopo una lunga esperienza universitaria come docente di Istituzioni di diritto romano, nel 1971 è passato nella magistratura della Corte dei conti e nel 2002 è stato eletto giudice della Corte costituzionale, presso la quale ha prestato servizio fino al 2011. Si è dedicato, sin dagli anni settanta, allo studio del diritto ambientale; tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Responsabilità amministrativa, danno pubblico e tutela dell’ambiente (Maggioli, 1985) e Danno pubblico ambientale (Maggioli, 1990). Recentemente ha contribuito al volume collettaneo Costituzione incompiuta (Einaudi, 2013).

martedì 14 marzo 2017

CONCORSO FOTOGRAFICO PICSARIA 2017

Riceviamo da Pietro, volontario del servizio civile in attività e Torino nel circolo regionale di Legambiente e volentieri pubblichiamo e invitiamo a partecipare!

Ciao a tutti,
sono Pietro, uno dei ragazzi di servizio civile di quest'anno. 
Vi scrivo per invitarvi e invitare tutti i soci a partecipare e a pubblicizzare tra amici, parenti e conoscenti il Concorso Fotografico PicsAria 2017 organizzato da Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta che si terrà dal 10 marzo al 30 aprile.

Il concorso è organizzato nell'ambito della campagna contro l'inquinamento atmosferico Mal'Aria 2017 e del progetto europeo di monitoraggio dell'ozono Captor.
L'obiettivo del concorso è dare la possibilità di raccontare come viene vissuto il problema dello smog in Piemonte e al tempo stesso mettere in luce le buone pratiche che si possono adottare per ridurre il fenomeno.
Sarà possibile inviare fino ad un massimo di tre fotografie (a colori e/o in bianco e nero) sui temi dello smog e delle buone pratiche. Le foto inviate saranno valutate da una giuria e potranno anche essere votate sul sito di Legambiente Piemonte dal 3 al 23 maggio. Verranno premiati gli autori delle prime tre foto classificate selezionate dalla giuria e l’autore dell’immagine più votata dal pubblico online.
 
Tutte le informazioni dettagliate, il modulo di iscrizione e il regolamento li trovate alla pagina del concorso: 
http://www.legambientepiemonte.it/campagne-iniziative/picsaria-pronti-a-scattare-al-via-il-contest-fotografico-antismog-di-legambiente/

Vi invito anche a condividere sui social ecco qua sotto i link:

https://www.facebook.com/legambientepiemontevalledaosta/posts/1088223511323089

https://twitter.com/LegambientePVDA/status/840149956295979008

Per ulteriori informazioni potete scrivere all’indirizzo picsaria@legambientepiemonte.it

Fate girare!

Grazie, un saluto a tutti!

Pietro 
-- 

Pietro Palma
Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta O.n.l.u.s.
Sede operativa via Maria Ausiliatrice n°45, 10152 Torino 
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